Epilessia
mioclonica progressiva
Categoria:
6: Malattie del sistema nervoso e degli organi di senso (cod. ICD9-CM da 320 a
389) - RF¶
Codice
esenzione:
RF0060
Definizione:
Le epilessie miocloniche progressive comprendono numerose patologie distinte per
eziologia, ma accomunate da una parziale sovrapposizione della sintomatologia
clinica e dal carattere di evolutività.
Epidemiologia:
La malattia di Unverricht-Lundborg rendono conto dell'1 per cento circa di tutte
le epilessie dell'adolescenza e dell'età adulta.
La malattia di Unverricht-Lundborg è riscontrata soprattutto nei Paesi del
Mediterraneo (MM) e in Finlandia (MB), dove la sua incidenza stimata è di
1:20.000.
Segni e
sintomi:
Le manifestazioni dell'epilessia mioclonica progressiva hanno severità e
velocità di progressione diverse a seconda della patologia di base. Quattro sono
gli elementi fondamentali:
- sindrome mioclonica che comprende sia mioclonie parziali o segmentarie,
aritmiche e asimmetriche, sia un mioclono massivo;
- epilessia, generalmente caratterizzata da crisi di tipo clonico o
clonico-tonico-clonico e, con minore frequenza, crisi di tipo diverso, parziali;
- deterioramento mentale che progredisce fino a un quadro di demenza conclamata;
- altri sintomi neurologici comprendenti, prevalentemente, segni di
coinvolgimento cerebellare.
La malattia di Unverricht-Lundborg esordisce nella seconda infanzia o
nell'adolescenza, dai 6 ai 18 anni; nell'86 per cento dei casi i primi sintomi
compaiono tra i 9 e i 13 anni. Verosimilmente la stessa entità nosologica
comprende sia il mioclono mediterraneo (MM) che il mioclono baltico (MB),
essendo i due sottotipi sostanzialmente differenziabili solo in base a un
criterio di provenienza etnica dei pazienti affetti. Tuttavia, solo i risultati
dello studio genetico-molecolare, in corso sia in Francia sia in Finlandia,
saranno in grado di stabilire se le due entità debbano essere riconosciute
singolarmente.
La malattia può iniziare in modo insidioso con mioclono di azione che si
verifica, caratteristicamente, subito dopo il risveglio, in modo improvviso con
crisi convulsive notturne, di tipo clonico o clonico-tonico-clonico.
Con il passare del tempo il mioclono diviene gradualmente invalidante,
interferendo soprattutto con movimenti la cui esecuzione richiede una fase di
preparazione motoria, e che possono, quindi, essere eseguiti solo dopo un
periodo di latenza. Un'atassia di tipo cerebellare, di entità variabile, è in
genere presente.
L'evoluzione della malattia di Unverricht-Lundborg, è caratterizzata
dall'alternanza tra periodi di remissione della sintomatologia, di durata
variabile da un giorno a parecchie settimane, e periodi di aumento delle scosse
miocloniche e della frequenza delle crisi epilettiche.
La compromissione delle capacità cognitive è di grado medio-lieve sia nel MB sia
nel MM.
Il pattern elettroencefalografico mostra una normale attività di fondo, con un
iniziale modesto rallentamento e scariche di onde lente che, con il passare del
tempo, diventano sempre più evidenti. Sono inoltre presenti scariche di
punta-onda, talvolta associate a mioclonie massive. Il mioclono di azione non è
mai accompagnato da modificazioni elettroencefalografiche. Nel 90 per cento dei
casi è presente fotosensibilità. Le anomalie epilettiformi tendono a diradarsi
negli anni, mentre diviene sempre più evidente il rallentamento dell'attività di
fondo.
Eziologia:
L'epilessia mioclonica progressiva rappresenta una delle manifestazioni
principali di un gran numero di patologie aventi diversa eziologia. Fra le
malattie causate da errori congeniti del metabolismo si segnalano le
ceroidolipofuscinosi, la malattia di Gaucher (tipo III), le sialidosi e le
galattosialidosi, la GM2 gangliosidosi (tipo III). Tutte queste patologie
riconoscono una modalità di trasmissione autosomica recessiva. Anche l'atrofia
dentato-rubro-pallido-luysiana, patologia genetica da espansione instabile di
triplette, e l'encefalomiopatia mitocondriale a fibre rosse irregolari (MERRF)
si manifestano con epilessia mioclonica progressiva. La prima riconosce una
modalità di trasmissione autosomica dominante; la seconda, determinata da
mutazioni del DNA mitocondriale, è trasmessa per via materna: i figli di
entrambi i sessi possono manifestare la malattia, ma solo le femmine sono in
grado di trasmetterla.
La malattia di Unverricht-Lundborg è una patologie genetica che riconosce una
modalità di trasmissione autosomica recessiva; il difetto di base rimane tuttora
sconosciuto.
Test
diagnostici:
La diagnosi di malattia di Unverricht-Lundborg è solamente clinica; il tracciato
elettroencefalografico può supportare il sospetto diagnostico ma, tuttora, non è
disponibile alcun test biochimico o istologico in grado di fornire una conferma
definitiva.
Diagnosi
differenziale:
Negli stadi iniziali le numerose forme di epilessia mioclonica progressiva
devono essere distinte dall'epilessia generalizzata idiopatica o sintomatica,
come per esempio la forma mioclonica di sindrome di Lennox-Gastaut. Altre due
patologie da porre in diagnosi differenziale sono il mioclono essenziale e
l'atassia mioclonica progressiva o sindrome di Rumsay-Hunt.
Terapia:
Non è disponibile alcuna terapia risolutiva del quadro clinico. L'epilessia può
essere controllata con i comuni farmaci antiepilettici. In particolare, nella
malattia di Unverreicht-Lundborg sono utilizzati valproato e benzodiazepine. Sul
mioclono sembra essere efficace la somministrazione di piracetam ad alte dosi.
L'uso della dintoina è sconsigliato, in quanto la peggiore prognosi attribuita
al MB sembra essere in realtà legata all'uso di questa sostanza.
È utile l'esecuzione di una consulenza genetica da parte dei genitori e/o del
paziente affetto.